Istituto

Il Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Melito intende inserirsi nel processo di trasformazione che vede coinvolta anche la scuola secondaria superiore con viva attenzione verso le nuove prospettive culturali, nella ricerca costante di un armonico equilibrio tra tradizione e modernità.Si propone di elaborare un progetto essenzialmente centrato intorno alla volontà di costruire, nelle grandi scelte come nell’operare quotidiano, un sistema-scuola saldamente inserito nel contesto locale, capace di interpretare, sempre in modo attuale e critico, “lo spirito dei tempi”, di partecipare in modo vivo ed originale al processo di sviluppo e di aggiornamento delle conoscenze nei vari ambiti disciplinari.Nell’elaborare il Piano dell’Offerta Formativa, il nostro liceo tiene quindi conto dell’utenza che ha la necessità di acquisire una formazione di base globale, utile all’accesso alle diverse facoltà universitarie, senza escludere la possibilità di un inserimento nel modo del lavoro.Una formazione culturalmente ampia non deve, comunque, esaurirsi solo in una serie specifica di competenze assunte ma nella creazione di un vero progetto di vita il quale, per avere buone probabilità di successo, deve, oggi più che mai, fondarsi sulle personali attitudini, tener conto delle usanze e delle aspettative della comunità e del territorio, tener presenti le variabili dell'integrazione internazionale ed il peso enorme del mercato globale; occorre altresì essere disponibili alla flessibilità in rapporto ai tempi, ai luoghi e ai vari tipi di lavoro. Ciò determina la necessità di una forte educazione al cambiamento ed in particolare al rispetto degli altri, delle loro tradizioni e convinzioni.

 

Il territorio

Posto a poca distanza dal capoluogo, Melito di Napoli è la prima città dell’area metropolitana a nord di Napoli per un’estensione di kmq 3,721, sorse intorno al X secolo e si sviluppò, poi, come casale di Napoli. In origine, il piccolo centro gravitava intorno alla chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, che resta tutt’oggi, il cuore della cittadina e il bene monumentale più prezioso (XVIII sec.). Le attività erano totalmente incentrate sull'agricoltura, con la produzione di mele (da qui forse il nome della città)e sulla vitivinicoltura con la connessa produzione artigianale di botti di rovere. Esisteva anche qualche piccola fabbrica di cassette per contenere il raccolto della frutta.

Progressivamente le attività agricole si indirizzarono verso il settore florovivaistico e quello della macellazione e vendita delle carni. Grazie alla presenza di uno dei pochi mattatoi comunali della zona.

Melito di Napoli ha dato i natali a Francesco Rossi, insigne giureconsulto e appassionato latinista, autore di molte pubblicazioni e al prete Marino Guarano, tra i protagonisti della rivoluzione partenopea del 1799. Ad entrambi il Comune ha intitolato scuole e vie e inoltre a Francesco Rossi ,la Biblioteca Comunale.

Melito fino alla metà degli anni 70 aveva poco meno di diecimila abitanti e la sua superficie era, per i due terzi, campagna coltivata ad orto e frutteto, ricca di una tradizione contadina, ormai perduta.

Il territorio- oggi

Con il passare del tempo, la vera connotazione melitese è stata stravolta e oggi appare caratterizzata da un’urbanizzazione caotica e da una composizione eterogenea della popolazione, per lo più proveniente dal capoluogo. Nel giro di un ventennio, Melito ha visto quasi quadruplicare la sua popolazione, senza nessuno sviluppo di attività produttive, del terziario e dei servizi. L’attività edilizia ha sostituito quelle tradizionali, senza creare tuttavia una professionalità e un significativo indotto, per cui oggi manifesta crisi intermittenti, fonte di ulteriore disagio economico. Commercio e aziende, soprattutto a conduzione familiare, operanti nel settore florovivaistico, costituiscono i soli capisaldi dell’economia melitese.

Il territorio, come tipicamente avviene nelle periferie della metropoli napoletana, non ha sufficienti infrastrutture di tipo socioculturale e aggregativo.

Ne emerge un quadro contrastante di ombre e di luci, da cui si evidenziano due precise istanze, e in merito all’occupazione giovanile, e alla vivibilità del territorio.

Le esigenze del territorio

I bisogni espressi dalla comunità cittadina sono riconducibili essenzialmente a quello del lavoro ed al recupero, consolidamento ed interiorizzazione di valori comuni.

La comunità esprime, in particolare, il bisogno di dotarsi di un realistico progetto collettivo di sviluppo economico, incentrato sulla riqualificazione delle risorse endogene, specialmente di quelle umane, per un’integrazione più attiva e creativa nel territorio locale e regionale, attraverso spinte imprenditoriali innovative.

e la risposta del Liceo

Il Liceo Scientifico e Linguistico Statale “Immanuel Kant” di Melito individua come suo principio informatore l’attenzione ai fenomeni e alle trasformazioni culturali e sociali della realtà in cui opera, come obiettivo primario la risposta ai bisogni e la valorizzazione delle inclinazioni manifestate dagli studenti e come finalità precipua la ricerca e l’attuazione di percorsi formativi adeguati ai tempi, aperti alle problematiche esterne, quali quelle del mondo delle tecnologie, delle comunicazioni, delle professioni.

Dalla lettura degli elementi caratterizzanti la società in cui i giovani si trovano a crescere, emerge un quadro di sollecitazioni rapide, molteplici e diversificate, dovute allo sviluppo e alla diffusione dei mass-media che gli esperti stimano tendenzialmente ancora in crescita per i prossimi trenta anni; si assiste, perciò, ad una moltiplicazione delle informazioni, ad un aumento del consumo di beni e servizi di tipo informativo e culturale e ad una capillare introduzione delle tecnologie informatiche in tutti i settori della vita pubblica e privata; infine, si prende atto che il mondo del lavoro si va sempre più caratterizzando per la differenziazione di competenze di tipo specifico e specialistico, per la rapida trasformazione e per la forte competitività.

In questa prospettiva, i bisogni degli studenti si concentrano in una domanda crescente di educazione non avulsa dalle pressanti esigenze esterne, ma che fornisca un nuovo approccio formativo, insieme agli strumenti teorici e pratici, per affrontare la frequenza e la molteplicità delle sfide.

La risposta più adeguata ai bisogni formativi individuati risiede nella volontà di trasformazione qualitativa del Liceo “Immanuel Kant” di Melito: esso si ispira alle indicazioni della comunità internazionale e della stessa Unione Europea che hanno individuato l’obiettivo dell’apprendimento durante tutto il corso della vita (lifelong learning) come una condizione indispensabile per la ricerca di nuove soluzioni sul piano dello sviluppo e dell’innovazione scientifica e tecnologica.

Nel delineare la sua azione educativa, il Liceo intende fornire ai giovani una preparazione scientifica ma anche umanistica e valoriale, ispirata a questa concezione di sapere come “costante di vita”, e li indirizza a svolgere un ruolo competente, consapevole e responsabile nella “società della conoscenza” (learning society).

Attraverso l’approccio critico-analitico ai problemi e mediante l’elaborazione di modalità di pensiero e di conoscenza trasferibili, il Liceo privilegia e promuove, come la“società della conoscenza”, saperi e competenze dal carattere trasversale, applicabili e rinnovabili in tutti i settori e in tutte le stagioni della vita associata come di quella individuale.

Si tratta, in sintesi, di una finalità formativa, oltre che educativa, che mira allo sviluppo di uno stile, di un’attitudine alla continua valorizzazione del sé, all’attivazione di un processo che non si interrompe al termine del ciclo di studi, basato sulla crescita non solo personale e culturale, ma anche sociale e professionale.

Ne deriva, da un lato, l’interesse del Liceo per l’individualità dei processi e degli stili cognitivi, il rispetto verso la libertà di decisione, l’incoraggiamento verso forme molteplici di autoapprendimento; dall’altro, l’assunzione di responsabilità diretta, da parte degli studenti, nella valorizzazione delle proprie potenzialità e nella costruzione del proprio futuro.